La cosa grata al Rabbi

da Il Covile del 19 ottobre 2003

Nel villaggio si racconta di un Rabbi che usava levarsi nel cuore della notte per studiare i sacri testi. Il suo studio si prolungava per ore ed ore, sicché quando iniziava le preghiere del mattino il sole era già alto.
Il villaggio del Rabbi era abitato unicamente da ebrei. A poche centinaia di metri sorgeva un altro villaggio, dove vivevano soltanto dei gentili.
Accadeva, ogni mattino, che quando le preghiere del Rabbi raggiungevano il massimo d’intensità, dalla Chiesa del villaggio le campane prendevano a stornire per annunciare la fine della funzione. S’inteneriva a quel suono il cuore del Rabbi, e nessuno seppe mai quali pensieri quel suono facesse sorgere nel suo animo.
Passò del tempo, passarono degli anni, finché giunse l’ora che il Santo Rabbi dovette lasciare questa Terra.
Ora si sa che quando un Santo Rabbi lascia questa terra scendono dal Cielo degli Angeli a raccogliere, teneramente, la sua anima, e a porgergli una domanda.
Cosa chiesero gli Angeli?
Gli chiesero: “Rabbi, tu hai vissuto una vita di santità ed hai diritto di portare con te, in Cielo, una cosa grata al tuo cuore”.
“Desidero – sussurrò il Rabbi – portare con me il suono della campana che si trova nei pressi del mio villaggio”.

Aldo Sonnino

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